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UN POMERIGGIO UNGHERESE PER VOCE E PIANOFORTE

Timea Béres, soprano 
Márta Nagy, pianista 


sabato 11 ottobre
alle 17.00
Riservato ai Soci

Sarà un pomeriggio ricco di suggestioni sonore proposte in questo concerto dedicato alla musica vocale da camera, interpretata da due eccellenti artiste ungheresi: il soprano Timea Béres e la pianista Márta Nagy.

Il programma propone un itinerario musicale che valorizza l'intensità espressiva della tradizione musicale ungherese, con un preludio che omaggia la melodia italiana. In apertura, infatti, le raffinate melodie di Francesco Paolo Tosti, tra i più amati compositori italiani di romanze da salotto, offriranno un assaggio del lirismo sentimentale di fine Ottocento. Si prosegue con una selezione di Lied di Ferenc Liszt, in cui la voce e il pianoforte dialogano con profonda intensità; il cuore del programma è dedicato alla musica popolare ungherese, con alcuni canti folkloristici tradizionali rielaborati da Béla Bartók, dopo una lunga ricerca sul campo, conservano l’autenticità e la forza espressiva della tradizione rurale, rivisitata con gusto moderno e sensibilità etnomusicologica. In chiusura, un omaggio alla leggerezza e alla brillantezza delle operette ungheresi con alcuni estratti dalle opere di Ferenc Lehár (autore de La vedova allegra, per intenderci): nelle arie scelte tutta la verve teatrale e la cantabilità tipica dell’operetta viennese, vivace e ammiccante.

Sarà un’occasione per lasciarsi trasportare da voci e suoni che raccontano storie d’amore, nostalgia e speranza, in un connubio perfetto tra virtuosismo pianistico e intensità vocale.

IL PROGRAMMA

Aperitivo musicale italo-ungherese con soprano Timea Béres e pianista Márta Nagy. 

Su menu ci saranno:

Antipasto
Melodie di Francesco Paolo Tosti

Primo
Lied di Ferenc Liszt

Secondo
Canti folkloristici ungheresi arrangiati da Béla Bartók 

Dessert
Estratti dalle operette di Ferenc Lehár

TÍMEA BÉRES
Tímea Béres è un soprano lirico e finalista del Concorso Internazionale di Musica di Vienna 2025. Ha ottenuto il terzo posto nella categoria di musica da camera alla 6ª edizione del Concorso Internazionale "Danubia Talents Liszt Ferenc". Ha studiato a Milano con Bianca Maria Casoni e si è laureata con il massimo dei voti in canto lirico presso il Conservatorio "Arrigo Pedrollo" di Vicenza. La sua insegnante, Elisabetta Andreani, ha avuto un ruolo fondamentale nella sua formazione artistica.

Tra le sue esibizioni più significative si annoverano tre recital solistici al Loggione del Teatro alla Scala (2016, 2019, 2023 e 2025), concerti presso l’Istituto Italiano di Cultura di Budapest (2021 con chitarrista Daniele Lazzari  e 2025 insieme al pianista Ivan Dalia) e una performance presso la Società Dante Alighieri a Budapest (2024). Il repertorio di Tímea spazia dalla musica da camera all’opera, operetta, oratori, musica sacra, colonne sonore, musical e composizioni contemporanee, dimostrando una grande versatilità e un ampio fascino artistico.

MÁRTA NAGY
Márta Nagy ha conseguito il diploma di pianista concertista presso l'Università di Musica "Franz Liszt" di Budapest. I suoi insegnanti sono stati András Schiff, Ernő Szegedi, György Sebők e Tamás Vásáry. Per quasi due decenni ha insegnato presso l’Istituto di Formazione per Insegnanti dell’Università di Musica "Franz Liszt" e al dipartimento di canto dell’Accademia di Musica.

Attualmente lavora come docente senior al Conservatorio Weiner a Budapest, premiato con il riconoscimento "Príma Primissima". Ha tenuto numerosi concerti sia in Ungheria che all’estero. È stata invitata più volte all’Accademia d’Ungheria a Roma, dove ha avuto l’opportunità di collaborare con Sylvia Sass e i suoi allievi. Organizza spesso concerti di beneficenza e altri eventi musicali, e sostiene giovani artisti all’inizio della loro carriera. Partecipa attivamente alla vita musicale di Budapest e si esibisce regolarmente alla Radio Ungherese. Negli ultimi anni ha intrapreso diverse attività artistiche accompagnate da ricerca: ad esempio, ha curato un programma interamente dedicato a opere dimenticate di Giovanni Sgambati.